Per le famiglie
Non stanno male
solo loro
La dipendenza non è solo di chi usa: è della madre che piange, del padre che non sa più cosa dire, del partner che copre. Per questo non lavoriamo solo sulla persona, ma su tutto l'ambiente familiare.
Quello che vediamo
Per amore
non si mettono limiti
Anche le famiglie soffrono, spesso in silenzio. Per amore, paura o senso di colpa, può diventare difficile dire di no. Si finisce per pagare, coprire, giustificare, nella speranza di proteggere la persona amata. È comprensibile, ma a volte questi gesti finiscono per alimentare proprio la situazione che si vorrebbe cambiare.
Mettere un limite può essere un atto d'amore. Significa esserci, senza farsi carico di ogni conseguenza delle scelte altrui. Farlo da soli è difficile: una figura di supporto può aiutare la famiglia a comprendere ciò che sta accadendo, affrontare le proprie paure e costruire confini chiari senza perdere il legame.
Jamal Favelas intervista Jumal, parte 1 · in palestra, 2:40
I segnali
Quando non decide
più lui
- Non inizia quando perde tutto. Inizia quando si convince di poter smettere quando vuole, ma trova sempre un motivo per continuare.
- Non conta quanto ne usa. Conta quando la sostanza inizia a decidere l'umore, le uscite, il lavoro, le relazioni.
- "A me non succederà." È la frase più comune. Ed è proprio questa convinzione a ritardare la richiesta d'aiuto.
Cocaina: tre cose che nessuno ti dice · reel, 1:05
Cosa non dire
Tre frasi
che lo allontanano
- "Perché lo fai?" Sembra una domanda, ma suona come un processo: lui si difende e si chiude. Chiedigli piuttosto cosa sta cercando di non sentire.
- "Smetti e basta." Se bastasse la forza di volontà, avrebbe già smesso. Si smette quando al posto della sostanza c'è qualcos'altro: una giornata, una routine, una persona.
- "Non venire a piangere da me." È la peggiore, perché arriva quando sta per toccare il fondo, e dal fondo da soli non si risale. Digli invece: qualunque cosa succeda, io resto qui.
Tre frasi che allontanano chi usa · reel, 1:15
Come vi coinvolgiamo
Anche voi
avete un posto
Durante il percorso la famiglia viene coinvolta ogni giorno: vi aiutiamo a comprendere ciò che sta accadendo e vi offriamo supporto per affrontare paure, dubbi e difficoltà.
Vi consigliamo su cosa fare, cosa evitare e come stare accanto alla persona che amate sostenendola, senza sostituirvi a lei nelle scelte e nelle responsabilità. Jumal e il suo team supportano i genitori nelle dinamiche più difficili, anche quelle legate al mondo digitale.
Se è il tuo partner
Anche una persona
può essere una sostanza
Sai che ti fa del male, lo vedi ogni giorno, eppure non riesci ad andartene. Quella persona è diventata la tua dose quotidiana. Anche questa è dipendenza, e anche da questa si esce.
La dipendenza di cui nessuno parla · reel, 1:49
Le domande di chi sta accanto
Quello che ci chiedete
più spesso
Deve volerlo lui? Posso chiamare io?
Potete chiamare voi, anche se lui o lei non è ancora pronto. La prima chiamata serve anche a questo: capire la situazione e da dove si può cominciare.
È una comunità? Dovrà andare via di casa?
No. Non è una comunità: nessuno gli toglie il telefono o lo allontana dalla sua vita. Il percorso si fa nella vita di tutti i giorni, online o in palestra.
Ha già provato tante volte. Perché questa dovrebbe essere diversa?
Molti dei ragazzi che arrivano hanno già fatto percorsi, comunità, programmi. Spesso il problema non è la volontà: è restare soli quando si esce. Qui c'è qualcuno che ci è passato, e che c'è anche al 65° giorno.
E noi, come possiamo aiutare?
È una delle prime domande che affrontiamo insieme, già dalla prima chiamata. Partiamo dall'ascolto della vostra situazione, dei dubbi e delle difficoltà che state vivendo, per capire come potete sostenere la persona che amate e di quale supporto avete bisogno anche voi. Ogni famiglia ha la propria storia: per questo le indicazioni vengono costruite insieme e adattate al vostro percorso.
Alle mamme che guardano
Non vergognatevi
di chiedere aiuto
Nella conclusione dell'intervista a Jumal, Jamal Favelas parla ai ragazzi e alle loro madri: “Non vergognatevi, non abbiate paura, chiedete aiuto. C'è qualcuno che vi capisce, a differenza di chi vi critica senza sapere cosa vuol dire passare certi momenti.”
Jamal Favelas intervista Jumal, parte 4 · 1:05