Metodo Rovellini Triade

Ricostruzione
totale

Un percorso che lavora insieme su mente, corpo e abitudini, perché la dipendenza non nasce dalla debolezza: nasce dal dolore.

Perché un triangolo

Se uno cede,
gli altri due tengono

Il triangolo è la forma più stabile che esiste. Nella pratica non si lavora su un vertice alla volta: si lavora su tutti e tre insieme in modo che si alimentino a vicenda.

Chi prova a cambiare solo la testa torna indietro con il corpo. Chi cambia solo il corpo torna indietro con le abitudini. Si cambia tutto insieme, o non cambia niente che duri.

Jumal Rovellini e Jamal Favelas a bordo ring al Supreme Combat e Fitness Club

Vertice 1

Mente

Capire prima di combattere. Nelle prime sessioni non do soluzioni: costruisco una mappa. La storia, la famiglia, i momenti in cui il sollievo è diventato necessario.

Poi rendiamo visibile il circuito automatico — il segnale che attiva il comportamento, il sollievo che rinforza il segnale. Ciò che era automatico, una volta visto, si può interrompere. Da lì costruiamo un'alternativa vera.

Gabor Maté, In the Realm of Hungry Ghosts · Judson Brewer, The Craving Mind

Vertice 2

Corpo

Ripartire dal territorio. Non si allena il corpo che si vorrebbe avere: si allena quello che c'è oggi. Postura e respiro, poi movimento, poi forza. Anche senza attrezzi, anche a casa.

L'alimentazione non è una dieta da rispettare con la forza di volontà. È un rapporto nuovo con il cibo, costruito un pasto alla volta.

Bessel van der Kolk, The Body Keeps the Score · Panayotis Thanos, Università di Buffalo

Vertice 3

Abitudini

Prima una giornata, poi un fisico. Sveglia fissa. Pasti. Movimento minimo. Ora di dormire. Prima si stabilizza questa struttura, poi si aggiunge il resto.

L'errore di quasi tutto il settore è costruire dal tetto invece che dalle fondamenta. La motivazione va e viene. L'identità resta.

James Clear, Atomic Habits · Charles Duhigg, The Power of Habit · Phillippa Lally, UCL

Perché non basta volerlo

Ho toccato il fondo
tre volte

La prima volta ho pensato: “Adesso basta” e, dopo due settimane, ci ero ricaduto. La seconda è bastata una birra al solito bar. La terza ho cambiato tutto: ho smesso di aspettare la forza di volontà.

Ho costruito una struttura. Disciplina, regole, non solo motivazione. È da lì che nasce il metodo.

Ho toccato il fondo tre volte · reel, 1:19

Il segnale

La parola
che cambia tutto

C'è un momento nei percorsi in cui qualcosa si sposta. La persona smette di parlare della dipendenza come di qualcosa che le appartiene — "il mio problema", "la mia roba" — e inizia a parlarne al passato.

Non glielo insegno. Succede. È il segnale che il triangolo sta tenendo, e che l'identità si sta costruendo su qualcosa di diverso.

Perché 66 giorni

Non 21

Phillippa Lally, University College London, 2010: in media servono 66 giorni perché un comportamento nuovo diventi automatico. I programmi brevi falliscono proprio con chi viene da dipendenze profonde.

Non abbandono nessuno al 65° giorno. Quello è il momento in cui resto.

A chi si rivolge

Qualunque dipendenza

  • Sostanze — cocaina, alcol, eroina, cannabis, psicofarmaci
  • Comportamenti — gioco, alimentazione compulsiva, relazioni che distruggono
  • Dopo il carcere — chi deve ricostruire una vita da zero, anche ai domiciliari
  • Chi ha smesso ma non si sente ancora libero
  • Chi non si riconosce più nella propria vita e ne vuole costruire un'altra